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Africa

"Lorety Youth"Training Centre
P.O.BOX 378 - 60300 ISIOLO (Kenya)
Tel. 00254736912328

Foto La Comunità Lauretana, qui presentata, spinge il nostro sguardo fino al lontano Continente africano e precisamente fino a Isiolo (Kenya).
Qui il 10 dicembre 1977 giunsero per la prima volta tre nostre sorelle, molto spaesate ma altrettanto felici di poter continuare proprio lì, in quella porzione arida e semideserta della "vigna del Signore" che è la Chiesa, la loro attività apostolica educativa. Tale richiesta veniva fortemente sollecitata alle tre sorelle dalla forza del loro Battesimo e dalla forza carismatico-educativa della Congregazione.
Allora Isiolo era un piccolo villaggio a 70 km a nord dell'equatore, piacevole luogo di sosta per i turisti e per quanti si portano dal sud al nord del Kenya. L'equatore è caratteristico anche per il Monte Kenya che praticamente divide la nazione in due parti, determinando una situazione di estrema povertà a nord e di benessere a sud, unico versante dove le sue acque scendono e favoriscono un'agricoltura quasi sempre fiorente. Qui gli abitanti hanno meno problemi economici, rispetto ad Isiolo, posto a nord. Le nostre sorelle fin dal primo arrivo, condividono con i più poveri le conseguenze dell'aridità del suolo: non agricoltura, non tecnologia, nessuna industria…, vivono tra fratelli che cercano lavoro casuale presso famiglie somale o al centro città, dove lavorano portando sacchi sulle spalle, oppure con carriole e carrettini trasportano al mercato le verdure provenienti da Meru, cittadina a 50 km da Isiolo, ma posta sul versante sud, ai piedi del Monte Kenya.
Oggi Isiolo è come una cittadina popolata in quanto è luogo d'incontro di diverse tribù: i Samburu (Masai), i Borana, i Meru, i Kikuyu, i Turkana…
Foto Nel territorio di Chechelesi (Cecelesi), dove vive la maggior parte della tribù Turkana, gente poverissima e di costumi ancora primitivi, lavorano oggi due nostre comunità presenti in Kenya.
Dopo diversi anni di collaborazione nella Missione di Mons. Luigi Locati, e con la richiesta di diverse giovani di poter fare esperienza di vita con le suore, nasceva per la Congregazione la necessità di una Casa di Formazione. Allora lo stesso Mons. Locati indicò e propose come luogo adatto proprio la zona di Chechelesi. Qui, come prima urgenza, è subito emersa la necessità di una Scuola Materna unita alla Casa di Formazione, due urgenze di reciproca utilità. Bisognava rivolgere mente e cuore per un'attività formativa ed educativa a partire proprio dai più piccoli. Da ogni parte di quel luogo deserto sbucava un'infinità di bambini semi nudi e scheletriti i quali, con i loro occhi grandi e belli, pareva invocassero aiuto. Da qui lo stimolo-scintilla che ha percorso la volontà delle suore, richiamandole a un coraggioso impegno di risposta alle necessità del luogo e del tempo: così aveva risposto Sr. Natalina Bonardi, più di 100 anni prima, alle necessità dei bambini di S.Antonino di Saluggia (VC), esplicitando in concreto l'aspetto educativo dell'Istituto nascente. Con la forza dinamica del Carisma da lei ereditato e con l'aiuto provvidenziale del Padre di tutti, ecco sorgere quello che sembrava "follia sperar": una Casa di Formazione per le aspiranti alla vita religiosa: casa destinata, anche nel caso di una scelta diversa, a favorire la promozione umana delle giovani africane in cerca di una migliore condizione di vita e una bella Scuola Materna in favore dei più piccini e delle loro famiglie.
Foto La Nursery (Scuola Materna), aperta nel 1994, può accogliere circa 220 bambini dai 3 agli 8 anni, per lo più sponsorizzati, è aperta a tutti, senza distinzione di religione, salvando però sempre lo spirito cristiano-cattolico della Scuola stessa. In essa la suora missionaria è presente per annunziare a ogni fratello l'Amore di Dio, Padre di tutti, e la salvezza operata da Cristo, Unico Salvatore. Inoltre ogni domenica il salone della Scuola viene trasformato in una Chiesa, dove si celebra l'Eucaristia a cui partecipano genitori e bambini.
Da notare che qui la gente era quasi tutta analfabeta e il 98% dei bambini non frequentava scuola alcuna. È facile valutare l'importanza e il buon funzionamento di questa Scuola Materna gestita e condotta da suore italiane e locali, via via preparate e abilitate all'insegnamento e ormai esperte nella condivisione dello stile e dell'attività Congregazionale che si propone di aiutare le persone, soprattutto i piccoli, a crescere in sapienza e Grazia, ossia nella conoscenza e nell'Amore per Dio e per i fratelli.
È bello ricordare quanto Sr. Damaris, battezzata da don Luigi Locati e prima nostra suora africana, ebbe ad affermare spontaneamente e molto semplicemente in un incontro con le suore in Italia: "Io sono come la Madre Natalina dell'Africa!". Veramente i disegni del Signore sulle persone sorprendono sempre, a Lui il nostro grazie.

Foto Attualmente la Comunità denominata "Holy Family", è composta di quattro suore. La Comunità educante si rivolge ai bambini con cura, attenzione, affabilità, rispetto e competenza. Anche loro sono piccole pianticelle e stanno crescendo nella terra che appartiene all'Umana Famiglia, anche loro necessitano di tante premure, perché possano sviluppare ed esprimere tutta la ricchezza che possiedono. Le educatrici lo sanno, per questo si confrontano, si interrogano, al fine di scoprire l'arte educativa migliore e più adeguata. Un risultato buono è evidente nel fatto che i bambini hanno l'impressione di vivere in un ambiente tutto loro: la Scuola è per loro come una seconda casa e come tale la amano. Lo dimostrano alcuni aneddoti: una suora va a raccogliere fiori nel piccolo giardino della Scuola, un bimbo la osserva, corre in classe e dice alla maestra: "Stanno rovinando il "nostro" giardino!"; un altro bimbo vede una suora che esce in macchina e dice al compagno: "Lo sai che la "nostra" macchina è andata in città?". Così questi piccoli hanno l'impressione di avere un giardino, una macchina, una bella scuola con giochi per loro, soprattutto si accorgono di essere amati, perché qualcuno si preoccupa di procurare quanto necessita alla loro crescita sana, armonica, socievole e serena.
Foto Che cosa mangiano? A metà mattina viene distribuita a ciascuno una specie di crema sostanziosa e a mezzogiorno c'è il Gederi (Ghederi), fatto di un misto di fagioli e riso oppure riso e granoturco con verdure varie, a volte mangiano polenta accompagnata da un buon brodo di verdure miste con fagioli. Osservarli a tavola è fantastico: grossi occhioni bianchi pieni di luce e di gioia! E ancora più allegri sono quando, soddisfatti per il pranzo, escono a giocare come uccellini, all'aria aperta, pronti ad assalire altalene, giostrine e ad invadere il campo con palle, palloni, assi, ecc… Le giovani educatrici sembrano divertirsi più di loro. Intanto altre sorelle si preoccupano dell'ordine della casa, della programmazione quotidiana o settimanale, dei rapporti con il personale e soprattutto dell'ascolto di chi si affaccia al cancello per chiedere qualche aiuto: gente che ha fame, gente in difficoltà, gente che cerca un po' di conforto, di speranza…
La Comunità si impegna con tutte le sue forze anche in questo aspetto, così importante: è un mandato che adempie con grande passione: "I poveri li avrete sempre con voi", e non sono solamente i bambini. Il poco tempo libero di ogni giorno, in particolare il sabato e la domenica, viene impegnato dalle suore nella visita ai numerosi anziani che vivono in capanne o in baracche, a pochi passi dalla Scuola. Ci sono anche genitori ciechi non assistiti e gente sola, abbandonata. Questa è la "famiglia allargata" della piccola Comunità Foto Lauretana che dona la sua goccia di sollievo e di gioia a tutti, anche alle carcerate dove due suore si recano una volta alla settimana: portano loro sapone e altre piccole cose necessarie, ma soprattutto si intrattengono a lungo per ascoltare, dialogare, evangelizzare, donare luce e amicizia, insegnando anche a cucire e altri lavoretti propri della donna.
Un'altra suora della Comunità, più esperta del posto e della lingua, perché africana, si impegna nel coordinamento delle varie attività delle religiose del Distretto, favorendo l'inserimento e la collaborazione reciproca. Insomma le cose che le suore fanno sono tante, ma è sempre altrettanta preghiera a dare alimento e vita e soprattutto a deporre nei cuori semi di profezia, perché venga il Regno del Signore in tutto il mondo.
È evidente che a Isiolo sono avvenuti tanti cambiamenti nel giro di trent'anni e speriamo che il progresso nella umanizzazione e nella cristianizzazione continui a crescere, con la Luce e la Forza del Cristo Risorto e ovunque presente, e con il palpito amoroso del suo Spirito che è Padre dei poveri.

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